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Niente risarcimento per morte dovuta al fumo: "Libera scelta"

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Posted on: 10/12/18
Il fumo uccide. Ma non ci sarà risarcimento per una donna calabrese rimasta vedova a causa dell'eccessivo consumo di sigarette da parte del marito. I giudici della Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta della donna nei confronti della British American Tobacco - Italia spa.Un esito giudiziario che, per l'Italia, sembrava abbastanza scontato. Non vi è alcun dubbio che la morte del marito della donna sia stata causata dal fumo. È stato infatti appurato che al marito della ricorrente era stato diagnosticato un tumore alla laringe, causato dal fumo di sigarette, nel 1991. E questa patologia ne ha provocato la morte dopo otto anni.Ma i giudici di primo e secondo grado in Calabria hanno ritenuto che "il danno va ascritto esclusivamente alla condotta negligente del fumatore". In sostanza i giudici non negano, ovviamente, che sia stato il fumo a causare la morte dell'uomo. Ma per la Corte, la malattia è da ascriversi alla volontà di esporsi ai rischi della nicotina in maniera del tutto autonoma. E quindi, questo elemento esclude la responsabilità delle aziende che producono e commercializzano sigarette.La difesa della ricorrente si è basata anche sul fatto che "la libera determinazione dei consumatori di sigarette è influenzata e compressa dalla dipendenza psico-fisica provocata dalla nicotina", spiega Il Tempo. E quindi, di conseguenza, "in presenza di una dipendenza da fumo, non si può parlare di libera scelta". E a nulla sono valse le teorie difensive sul fatto che l'ambiente in cui viveva il soggetto avessero creato una sorta di costrizione psicologia.I giudici della Cassazione hanno confermato la linea di Tribunale e Corte d'Appello definendo la malattia e la morte dell'uomo come "il frutto di una sua libera e volontaria scelta" di consumare sigarette. Una posizione che conferma una linea ormai consolidata della giurisprudenza del Palazzaccio che già a maggio avevano pronunciato un provvedimento quasi identico.I fumatori italiani sono avvertiti: il diritto non dà giustificazioni. Chi vuole fumare, ne paga le conseguenze non solo fisiche, ma anche giuridiche. Un segnale però che serve anche a far capire i danni che provoca il fumo e che serve a responsabilizzare i consumatori di tabacco. L'ultimo rapporto del ministero della Salute afferma che sono attribuibili al fumo di tabacco dalle 70mila alle 83mila morti l'anno. Una cifra enorme e che, nel 25% dei casi, riguarda persone di età compresa fra i 35 e i 65 anni.




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